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ven 10 aprile 2015

Terza Convention Nazionale dei Direttori dei Dipartimenti di prevenzione delle Aziende USL

Nella mattinata di venerdì 10 aprile, 140 Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL d’Italia si sono dati appuntamento a Verona, presso il Palazzo della Gran Guardia,  per affrontare elementi di forza e criticità del loro impegno quotidiano. I Dipartimenti di Prevenzione assicurano nel Paese ogni giorno decine di migliaia di prestazioni in materia di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, con risultati adeguati, documentati da solide evidenze epidemiologiche. In particolare, grazie ai Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione, ogni anno in Italia vengono somministrati 20 milioni di dosi di vaccino, sia su popolazione infantile che adulta; vengono sottoposte a test di screening citologico e mammografico 3 milioni di donne; viene garantito lo screening del carcinoma del colon retto a 1 milione e mezzo di persone; vengono effettuati centinaia di migliaia di controlli nei luoghi di lavoro, che hanno contribuito a ridurre in modo significativo gli infortuni e le morti occupazionali; vengono assicurati milioni di controlli nell’ambito della sicurezza alimentare e veterinaria; oltre a milioni di certificazioni medico legali. L’assetto organizzativo dei Dipartimenti di Prevenzione si è dimostrato in più occasioni robusto nel  rispondere a situazioni epidemiche ed emergenziali molto impegnative, oltre che capace di coniugare efficacia e contenimento dei costi. A fronte di questi importanti punti di forza, che dovrebbero indurre il decisore politico ad investire ulteriormente su questo delicato segmento del Servizio Sanitario Nazionale, chiamato a garantire ai singoli e alle comunità il primo livello essenziale di assistenza (tutela della salute collettiva), costituzionalmente disciplinato e garantito, assistiamo, purtroppo, ad alcune iniziative destinate a disgregare complessivamente il settore. In particolare assistiamo al disegno di alcune  Regioni, di mettere in campo, per l’area della prevenzione,assetti organizzativi, accorpamenti di servizi con diverse finalità (ad esempio Servizi Veterinari e Servizi di Igiene degli Alimenti), enormi aggregati territoriali con il rischio di distanziare le figure dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale dagli operatori del territorio, dai cittadini e dalle comunità. E’ convincimento dei Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione e delle Società Scientifiche che li rappresentano che il Ministero della Salute e le Regioni, anche alla luce del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione e dei Piani Regionali applicativi, debbano intraprendere un deciso programma di rilancio delle politiche di prevenzione, promozione e tutela della salute, ancorato ad un rilancio deciso dei Dipartimenti di Prevenzione quali strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale impegnati sul tema, rilancio peraltro confermato come necessario dall’ultima Legge di Stabilità. In questo difficile momento di crisi, investire sui Dipartimenti di Prevenzione e sulla prevenzione collettiva significa attivare un potente percorso di contrasto delle disuguaglianze di salute, soprattutto in tema di malattie cronico degenerative (malattie cardiovascolari, tumori, obesità, ecc.)  sostenendo così  le politiche di rilancio economico e sociale del Paese. L’obiettivo di questa Convention è dunque un confronto serrato sullo stato della Prevenzione in Italia analizzando i risultati del precedente Piano Nazionale della Prevenzione e alla luce del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-18. In un momento di profonda crisi del sistema, è fondamentale pertanto che la comunità dei professionistii della prevenzione nel Paese si consolidi e faccia rete.
Verona, 10 aprile 2015

 

Fonte: Ufficio Stampa