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Ulss 20 Verona Regione Veneto

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mer 25 novembre 2015

ULSS 20 CAPOFILA NELL' UTILIZZO DELLA TOMOSINTESI IN SCREENING

L’ Ulss 20 continua a investire nella tecnologia e nel personale dedicato   per combattere il tumore al seno. La tecnologia scelta è la mammografia 3D o tomosintesi che si è rivelata metodica più sensibile e specifica della mammografia standard  per la diagnosi del tumore al seno. L’apparecchio ad alta definizione, acquisito tramite il contributo di Fondazione Cariverona,  è installato presso l’Ospedale di Marzana nel Centro di Prevenzione Senologica dell’Ulss 20 diretto dalla dr. Francesca Caumo, responsabile della Breast Unit in cui è inserito lo screening mammografico. Uno dei più importanti studi sull’impiego della tomosintesi in screening, pubblicato sulla rivista Lancet,  è  nato proprio dalla collaborazione del  Centro di Marzana con il Centro Screening dell’Azienda Provinciale Servizi Sanitari di Trento e il gruppo australiano guidato dalla prof. ssa Nemath Houssami dell’ Università di Sydney. Sono state studiate 7292 donne in fascia di età 50-69 anni. Per ognuna è stata acquisita contemporaneamente l’immagine mammografica standard e la tomosintesi. Sono stati identificati 59 tumori, 20 dei quali evidenziabili solo grazie alle immagini 3D con un guadagno diagnostico del 30%. La tomosintesi  consente di studiare la mammella in strati con  fette di 1 mm. permettendo di  togliere i fenomeni di sovrapposizione dei tessuti che possono mascherare lesioni piccole o creare dubbi diagnostici che fanno richiamare le donne per approfondimenti. Sulla scia di questo risultato e di quanto ormai dimostrato da altri studi multicentrici internazionali, l’ Ulss 20 ha deciso di proseguire investendo sulle nuove generazioni di tomosintesi dove il mammografo acquisisce subito gli strati 3D e ricostruisce con algoritmo matematico (cview) l’ immagine 2D per cui la dose radiante finale è simile a quella di una mammografia digitale tradizionale. Con il pieno appoggio  della Regione Veneto, la Direzione Generale dell’Azienda Ulss 20  ha quindi  attivato un progetto pilota di tomosintesi in screening  condotto sempre dallo stesso gruppo di studio  Verona –  Trento – Australia. Quattro  mammografi  digitali, implementati con software per tomo sintesi cview (uno dei quali acquistato con  il contributo di Andos),  sono dislocati su tutto il territorio dell’Ulss 20: a Marzana, presso il Centro di Prevenzione Senologica, nella senologia dell’Ospedale di San Bonifacio Fracastoro e in AOUI. La tomosintesi mammografia 3D  con c-view è utilizzata su tutte le donne aderenti allo screening nella fascia di età 50-69 anni. La lettura dei mammogrammi è centralizzata, eseguita da personale dedicato all’attività di senologia. E’ più lungo il tempo di refertazione, e ciò può comportare un ritardo  nel richiamare le donne  all’approfondimento: ritardo accettabile se ciò permette di identificare più tumori e garantire migliori possibilità di guarigione. Il progetto tomosintesi in screening rientra negli obiettivi  della Breast Unit territoriale dell’Ulss 20, con sede a San Bonifacio e collegata con  l’AOUI: un progetto  ambizioso, che permetterà di raggiungere le definitive evidenze per  poter utilizzare la mammografia 3D  su  tutte le donne come test di screening, e che è stato  voluto fortemente da Maria Giuseppina Bonavina, Direttore Generale dell’Azienda Ulss 20 che ha  deciso di investire, oltre che nel percorso multidisciplinare, con personale dedicato all’attività senologica, anche nella sperimentazione, base fondamentale per una buona medicina.

 

Fonte: Ufficio Stampa