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Ulss 20 Verona Regione Veneto

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gio 06 ottobre 2016

Difesa della salute,culture diverse e mediazioni necessarie. Esperienze di mediazione linguistico culturale nelll'Ulss 20 di Verona

Ha luogo venerdì 7 ottobre 2016, dalle 8.30  alle 17,  presso la Sala conferenze Lucchi in Piazzale Olimpia 3 a Verona, il convegno “Difesa della salute, culture diverse e mediazioni necessarie”, esperienze di mediazione linguistico culturale. A partire da un’esperienza ultradecennale, l’Ulss 20, ente promotore delle progettualità, in collaborazione con il Servizio di mediazione culturale della Cooperativa Azalea e con l’Associazione di Mediatori e Mediatrici di Terra dei popoli, col patrocinio del Comune, con questo convegno intende esplorare i possibili miglioramenti nell’organizzazione dei servizi sanitari per i migranti affinché siano sempre più aderenti alle nuove esigenze sviluppatesi con l’avanzare del fenomeno migratorio raccogliendo così la sfida di un approccio transculturale per meglio rispondere alle emergenze individuate dal lavoro quotidiano degli stessi operatori dei servizi. 
 Che cosa accade quando un cittadino straniero o una famiglia immigrata entra in contatto con i servizi sanitari? I suoi sintomi, le sue esperienze trovano sempre un ascolto adeguato? Quali sono le difficoltà che sperimentano gli operatori?  Queste alcune delle domande cui daranno risposta i qualificati relatori che interverranno. Lo straniero porta inevitabilmente con sé un diverso modo di affrontare le problematiche di salute e pone le società di accoglienza di fronte alla necessità di rispondere a bisogni culturali e materiali diversificati.
Lo sviluppo di competenze appropriate per fronteggiare i problemi che emergono nell’attività quotidiana, è un’esigenza rilevata nei vari progetti sviluppati negli anni (screening oncologici, salute sessuale e riproduttiva della donna straniera, stili di vita, contraccezione, maternità e genitorialità)) dagli operatori del settore socio sanitario e dai mediatori culturali, soprattutto nel campo della salute delle donne e della salute mentale, ambiti dove è difficile separare il lavoro assistenziale dalla dimensione sociale, culturale e relazionale.
Questo momento di condivisione delle esperienze – in dialogo con altre esperienze italiane- è una scommessa e contemporaneamente rappresenta una nuova sfida per la concretizzazione e il riconoscimento dei principi e delle metodologie proposte dalle progettualità in corso. 


Fonte: Ufficio Stampa