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Ulss 20 Verona Regione Veneto

Informazione sul comunicato

STRUTTURE DI RICOVERO INTERMEDIE - Ospedale di Comunità e Unità Riabilitativa Territoriale

Alla  conclusione delle fasi preliminari alla piena realizzazione del piano aziendale per le Strutture di ricovero intermedie, si ritiene opportuno presentare alla stampa il ruolo della rete di assistenza territoriale,  finalità e allocazione delle strutture previste. 

In seguito alla definizione delle schede di dotazione territoriale secondo quanto indicato dal Piano Socio Sanitario Regionale, in esecuzione della deliberazione del Direttore Generale Maria Giuseppina Bonavina, l’ Azienda Ulss 20 comunica la imminente attivazione della rete assistenziale territoriale nel rispetto del piano aziendale per le Strutture di ricovero intermedie. La dotazione di tali strutture di ricovero temporanee, indicate dal piano attuativo dell’Ulss 20 e pari  a 97 posti letto, prevede l’Ospedale di Comunità presso il  Centro Servizi “Le Betulle” (28 pl), l’Istituto Assistenza Anziani (26 pl), l’Ospedale di Comunità di Tregnago (ampliamento dai 15 attuali a 30 pl) e l’ Unità Riabilitativa Territoriale presso Pia Opera Ciccarelli in S. Giovanni Lupatoto (28 pl). L’attivazione di tali Strutture ha come finalità quella di garantire una dimissione più graduale dalle strutture sanitarie al paziente che ha già superato una fase di malattia acuta, ma il cui ritorno al domicilio o il trasferimento ad una struttura di riabilitazione o di lungodegenza potrebbe essere prematuro.
L’Ospedale di comunità è una struttura atta a garantire le cure intermedie cioè le cure necessarie per quei pazienti che sono stabilizzati dal punto di vista medico, che non richiedono assistenza ospedaliera, ma che sono troppo instabili per poter essere trattati in un semplice regime ambulatoriale o residenziale classico, con problemi che si risolvono in un periodo limitato di tempo (indicativamente 4-6 settimane) principalmente a livello di recupero funzionale, stabilizzazione/adattamento alla disabilità, palliazione. L’assistenza medica è garantita con medici e personale proveniente dall’area geriatrica. E’ prevista la figura dell’infermiere care-manager, che coordina il percorso del paziente durante l’accoglimento e verso la destinazione definitiva. La presenza infermieristica anche notturna e festiva è garantita H24. È presente un fisioterapista che collabora con il personale medico e infermieristico. Sotto il profilo strutturale, sono disponibili stanze doppie con bagno (e bagno attrezzato per disabili), spazio dedicato e  poltrona comfort per mobilizzazione precoce del paziente reduce da prolungato allettamento e da sindrome ipocinetica (da immobilizzazione) dopo ricovero ospedaliero. Presenza di zona soggiorno/consumo pasti. La partecipazione della famiglia al processo di recupero funzionale del paziente è facilitato dal libero accesso dei familiari alla struttura e al suo personale. 
Quanto all’Unità riabilitativa territoriale, essa è una struttura di residenzialità extra-ospedaliera a carattere temporaneo per l’erogazione di prestazioni prevalentemente di tipo riabilitativo, principalmente di riabilitazione neurologica e motoria per la riduzione della disabilità residua dopo eventi acuti o riacutizzazioni di patologie croniche. La mobilizzazione del paziente (la correttezza del posizionamento della persona allettata) è garantita 7 giorni su 7. L’assistenza medica è garantita con medici e personale proveniente dall’area geriatrica. E’ prevista la figura dell’infermiere care-manager, di 2 fisioterapisti ogni 24 posti letto. La presenza fisiatrica è assicurata dal Dipartimento di Riabilitazione. L’articolazione oraria garantisce l’attività di riabilitazione anche nel pomeriggio e il sabato, mentre la presenza notturna infermieristica è H24. Anche questa struttura – come avviene per l’Ospedale di Comunità – si adegua e collabora a tutte le iniziative di teleconsulto e telemedicina proposte dall’Azienda Ulss 20. E’ prevista una quota alberghiera a carico dell’utente. Durata del ricovero non superiore a 8 settimane, tranne casi particolari rivalutati in sede di Unità Valutativa Multidimensionale (UVMD). Tutto il processo di presa in carico, formulazione e svolgimento del progetto assistenziale sarà esplicitato, periodicamente valutato e registrato nei suoi esiti con la famiglia e il care-giver del paziente.



Fonte: Ufficio Stampa 4 Dicembre 2015

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